martedì 31 maggio 2011

Macarons all'uncinetto (amigurumi)

Conoscete i macarons? Sono un dolce francese molto antico, una sorta si via di mezzo tra un amaretto e una meringa, davvero squisito. Un tempo l'aspetto era piuttosto semplice e grossolano, ma oggi giorno (dato che anche l'occhio vuole la sua parte) i macarons si sono trasformati in pasticcini multicolore e multigusto, uno più bello e più buono dell'altro. Se volete saperne di più, cliccate qui. Se invece volete cimentarvi nella loro preparazione, qui c'è una ricetta base.
Mmm, non sembrano facili, vero? Be', non angustiatevi: potete sempre uscire e comprarveli già bell'e pronti. E poi, se vi piacciono anche «da vedere», con tutti quei bei colorini, ma appena li portate a casa spariscono dal vassoio in tempo zero per depositarsi dove proprio non dovrebbero (leggi: zona GAG...), ecco qua la «ricetta» per confezionarli all'uncinetto: decorativi e assolutamente dietetici!

Istruzioni:
Riga 1: 2 cat; 6 mb nella 2a cat dall'uncinetto (6).
Riga 2: 2 mb in ogni mb sottostante (12).
Riga 3: 2 mb in 1 mb sottostante (aum), 1 mb nella mb sottostante (18).
Riga 4: 2 mb in 1 mb sottostante (aum), 1 mb nella mb sottostante (24).
Riga 5: [dim, 1 mb in ciascuna delle 6 mb sottostanti] per 3 volte (21).
Fermare il filo.
Ripetere il tutto una seconda volta in modo da ottenere le due metà del macaron.
Per la crema, ho unito il filo di un colore più scuro a una delle metà eseguendo 1 mb in ogni mb del macaron, puntando l'uncinetto nell'anellino interno (21). Poi ho fatto la stessa cosa unendo la crema all'altra metà eseguendo 1 mb in ogni mb del macaron, sempre puntando l'uncinetto nell'anellino interno (21).
Legenda:
cat = catenella; mb = maglia bassa; dim = diminuzione; aum = aumento.

Et voilà les macarons!

giovedì 26 maggio 2011

Crostata di cioccolato all'uncinetto (amigurumi)

Potessi avere sotto mano una fettona di torta al cioccolato come questa, con una bella spruzzata di panna montata sopra! E invece... niente: dieta! Però posso sempre lavorarmene una all'uncinetto, dato che le torte non sono solo buone da mangiare: 
sono anche belle da vedere. Be', sono belle... se riescono bene: con questo schema 
(che ho tradotto in italiano e rielaborato da questo utile sito) è impossibile sbagliare 
(ed è anche impossibile ingrassare...).


Abbreviazioni:

mbss = maglia bassissima
mb = maglia bassa
ma = maglia alta
maa = doppia maglia alta
cat = catenella




Crosta (beige):
2 cat.
Riga 1: 3 mb nella 2a cat dall'uncinetto; voltare (3 maglie).
Riga 2: 1 cat, 1 mb in ogni mb sottostante; voltare (3 maglie).
Riga 3: 1 cat, 2 mb nella 1a mb, mb fino all'ultima mb, 2 mb nell'ultima mb; voltare (5 maglie).
Righe 4-15: Ripetere le righe 2-3 (17 maglie alla fine della riga 15).
Riga 16: Ripetere la riga 2.
Riga 17: 1 cat, 1 mb in ogni mb sottostante prendendo solo l'anellino dietro; voltare.
Righe 18-21: Ripetere la riga 2.
Riga 22: 1 cat, (mb, ma, mb) nella 1a maglia, * 1 mbss nella maglia successiva, (mb, ma, mb) nella maglia successiva*; ripetere da * a * tutto intorno. Tagliare e fermare il filo.

Farcitura di cioccolato (marrone):
Righe 1-16: Come per la crosta.
Riga 17: 1 cat, 1 mb in ogni maglia sottostante; non voltare; 16 mb lungo un lato della fetta, 1 mb in punta, 16 mb lungo l'altro lato della fetta; voltare (50 maglie).
Riga 18: 1 cat, 1 mb in ciascuna delle prime 33 maglie prendendo solo l'anellino dietro; voltare.
Riga 19: 1 cat, 1 mb in ciascuna di queste 33 maglie; voltare.
Righe 20-21: Ripetere la riga 19. Tagliare e fermare il filo.

Guarnizione di panna (bianco):
30 cat.
Riga 1: 3 mb nella 3a maglia dall'uncinetto, 3 ma in ciascunain delle successive 14 cat, 3 maa nelle restanti cat. Tagliare e fermare il filo.

Assemblaggio:
Con il beige, attaccare la crosta alla farcitura con delle mb, partendo dall'angolo in alto a sinistra. Imbottire. Cucire con l'ago e il filo beige l'arco della fetta (la parte in alto, per intenderci). Cucire col filo normale la guarnizione di panna alla farcitura.

martedì 24 maggio 2011

Insalata di pasta, zucchine, ricotta, pomodorini e menta

Oggi è stata una giornata quasi estiva, tanto faceva caldo: l'ideale per cenare con un'insalata di pasta fredda. Tanto più che è un piatto che si può preparare in anticipo, si mette in frigorifero a riposare e poi si ha tutto il tempo di farsi una bella passeggiata nel tardo pomeriggio, per godersi il fresco e le ore più belle di questa stagione, con la consapevolezza che, per tardi che si rientri, la cena è già bell'e che pronta!

Ingredienti
(per 2 persone):

- 200 gr di pasta integrale
- 1 grossa zucchina
- ricotta salata a piacere
- 10 pomodorini ciliegini
- qualche oliva nera
- olio e aceto
- sale
- tanto basilico e tanta menta


Per questo piatto mi sono ispirata alla ricetta di sedani al farro con zucchine e menta del blog A casa di Eli per l'ora del tè, che leggo sempre con piacere. Io l'ho un po' variata, usando la ricotta salata al posto della feta (che trovo troppo salata) e aggiungendo i pomodorini ciliegini, che danno un tocco di freschezza all'insalata di pasta, altrimenti lievemente "asciutta".
Ecco come si fa:
Lessate in acqua salata la pasta. Nel frattempo, tagliate a julienne la zucchina cruda: ci vuole santa pazienza, ma è un'attività molto rilassante, quasi zen, se la prendete con lo spirito giusto... Tritate il basilico e la menta (mooolta menta: più ce n'è, più il piatto risulterà fresco ed estivo). Tagliate ogni pomodorino in quattro spicchietti. Fate a dadini la ricotta salata. Nel frattempo, la pasta sarà cotta (al dente), quindi scolatela e irroratela di acqua fredda per bloccarne la cottura. Mettetela in una terrina, aggiungete gli altri ingredienti: la zucchina, i pomodorini, la ricotta, le erbette tritate; aggiungete le olive (io ho usato quelle nere tostate, snocciolate e tagliate a pezzettini) e condite con olio e un goccio di aceto; se necessario, regolate di sale.
Ed ecco pronto il vostro piatto estivo, perfetto anche per un buffet all'aperto, per cene in piedi o per picnic.

Ma a proposito di zucchine: guardate come stan venendo su bene le piantine che ha seminato il Pupo. Be', per la mia insalata, però, non le ho potute ancora usare... 
Ma siamo ottimisti!

venerdì 20 maggio 2011

Fragole vere e fragole... all'uncinetto (amigurumi)


Slurp! Guardate che belle fragole abbiamo raccolto il Pupo e io! 
Ci vogliono proprio, in una giornata così calda.
Ehi, no! Aspettate un momento! C'è un intruso, in mezzo ai frutti!

Eh sì, è davvero un intruso: è una bella fragolona amigurumi, fatta all'uncinetto. 
Vi piace? Eccovi le istruzioni per farla anche voi!

Con il rosso:
2 cat
6 mb nella seconda cat partendo dall'uncinetto
*1 mb, aum* x 3 volte (9 mb)
1 mb in ogni mb (9 mb)
*2 mb, aum* x 3 volte (12 mb)
*3 mb, aum* x 3 volte (15 mb)
*4 mb, aum* x 3 volte (18 mb)
*5 mb, aum* x 3 volte (21 mb)
*6 mb, aum* x 3 volte (24 mb)
1 mb in ogni mb (24 mb)
*3 mb, aum* x 6 volte (30 mb)
1 mb in ogni mb (30 mb) x 2 giri
*1 mb, dim* x 10 volte (20 mb)
10 dim (10 mb)
Imbottite la fragola
5 dim (5 mb)
Fermate il filo.

Con il verde:
2 cat
6 mb nella seconda cat partendo dall'uncinetto
chiudete la riga con 1 mbss nella prima mb
*4 cat - 1 mbss nella seconda cat dall'uncinetto - 1 mb nella terza - 1 mb nella quarta* x 6 volte
Poi passate nel forellino al centro, dove ci sono le 6 mb di partenza, e da lì fate 5 cat - 1 mbss in ogni cat partendo dalla seconda dall'uncinetto fino a tornare al forellino.
Fermate il filo.

Unite insieme le due parti, cucendole. Volendo, potete anche cucire delle perline verdi come ho fatto io, a mo' di semini.

Abbreviazioni:
cat = catenella
mbss = maglia bassissima
mb = maglia bassa
aum = aumento (2 mb nella stessa maglia)
dim = diminuzione (1 mb prendendo insieme 2 maglie)

giovedì 19 maggio 2011

Risotto alla salsiccia e zucchine

I risotti mi piacciono molto e in genere mi vengono bene. In effetti, una volta che si è capito il modus risottandi, se ne possono cucinare di ogni tipo, senza il rischio di sbagliare. Io di solito uso 1 etto di riso a testa e 1 litro di brodo (fatto con 1 dado in 1 litro d'acqua); non metto mai sale, mi basta il sapido del dado e il cucchiaio di formaggio grattugiato che aggiungo alla fine durante la mantecazione (cioè quei 5 minuti in cui si lascia riposare il risotto, coperto e a fuoco spento, dopo che è ormai cotto). 

Modus risottandi:
Si mette il riso in pentola con olio e burro e si fa tostare mescolando (i chicchi devono diventare traslucidi); poi si comincia ad aggiungere a mestolate il brodo, ogni volta che il riso si è asciugato, e fino a che non sia cotto (più o meno 15-20 minuti). Facilissimo! 
Ma veniamo alla ricetta che ho preparato stasera, che può esservi anche d'ispirazione per le vostre personali varianti.

Ingredienti
(per 2 persone):

- 2 etti di riso
- 2 zucchine
- 2 etti di salsiccia
- 1 cipolla
- 1 dado vegetale
- 1 litro di acqua
- olio + burro
- rosmarino

Tritate la cipolla. Tagliate a dadini le zucchine. Spellate la salsiccia e affettatela a rondelle spesse un dito. Lavate il rosmarino. Mettete il dado e l'acqua in una pentola e scaldateli sul fuoco: et voilà il brodo. In un'altra pentola (io di solito uso la mia di ghisa, ma qui non l'avevo e mi sono dovuta adattare a una di latta! ma ce l'ho fatta lo stesso!!!), dicevo... in un'altra pentola versate un po' (poco!) olio e aggiungete un tocchetto (ma piccolo!) di burro; poi metteteci anche il rosmarino. Aggiungete la cipolla e fatela dorare. Unite le zucchine e la salsiccia e fatele cuocere qualche minuto; se necessario, cominciate a versare un po' del brodo. 





Togliete il rosmarino. Versate il riso e fatelo tostare, come dicevo all'inizio del post; quando diventerà traslucido, versate una mestolata di brodo e mescolate. In generale, è bene che ci sia abbastanza liquido da arrivare quasi a coprire il riso, ma non di più: piuttosto, è meglio che ce ne sia di meno. Appena il riso si asciuga, versate un'altra mestolata, e così via finché non è cotto (sicuramente avanzerete del brodo). Nel frattempo, anche la salsiccia e le zucchine saranno cotte, il che è un bel vantaggio: tempi di cottura uguali per tutti gli ingredienti! A questo punto spegnete il fuoco e aggiungete al risotto una bella cucchiaiata di formaggio grattugiato, mescolate e lasciate riposare 5 minuti coperto. 

Ed ecco pronto il vostro risotto! 
Buon appetito!
(Poi, se gli volete fare la foto anche voi, magari usate il flash e cercate un angolo bello luminoso in cucina: non fate come ho fatto io... ehm ehm...)

mercoledì 18 maggio 2011

Torta salata con porri e peperoni

Perdinci, che giornata! Va bene che sono ancora in campagna, e qui tutto mi pare più bello; però oggi ho davvero lavorato senza posa: morale, sono sempre rimasta chiusa in casa a correggere un noiosissimo libro, che nemmeno la campagna è riuscita a migliorare. Meno male che nel tardo pomeriggio sono riuscita a levarmelo dai piedi: così sono andata a fare la spesa col Pupo. Ahimè, il nostro amato supermercato Crai era chiuso (come dargli torto, visto che era mercoledì pomeriggio...?), così abbiamo ripiegato su un discount piuttosto triste, che non offriva certo la stessa scelta, ma almeno aveva gli ingredienti per la ricetta che volevo collaudare questa sera. Anche perché sono pochissimi:
- 2 porri piccoli
- 2 peperoni piccoli (1 giallo e 1 rosso)
- 1 rotolo di pasta sfoglia pronta
- 1 confezione di ricotta
- 1 uovo
- qualche fetta di scamorza affumicata

Tornati a casa con queste poche cose, il Pupo è andato a farsi una passeggiata, ché anche lui era rimasto in casa tutto il giorno a lavorare e aveva bisogno di sgranchirsi, mentre io mi sono messa ai fornelli.
Ecco come ho fatto.
Ho tagliato a rondelle i porri, dopo averli mondati e lavati, e li ho rosolati in pochissimo olio e un po' d'acqua; poi li ho salati. Ho tagliato a dadini i peperoni, li ho arrostiti in olio non troppo a lungo, così da lasciarli un po' croccanti, e li ho salati. Dopodiché ho sbattuto l'uovo col sale, ci ho mescolato la ricotta, i porri a rondelle e i dadini di peperone. Ho steso la pasta sfoglia su una teglia, l'ho farcita con il ripieno di ricotta, uovo, porri e peperoni; infine, ho disposto sul ripieno le fette di scamorza affumicata. Ho infornato per 20-30 minuti (dipende dal forno: quello che c'è qui è un disastro, perché non cuoce bene sotto, ma in compenso brucia sopra!).

Intanto che la torta salata cuoceva nel forno e in attesa che il Pupo tornasse dalla passeggiata, mi sono versata un  Analcolico Biondo che fa Impazzire il Mondo, ho messo qualche quadrotto croccante di pane in una ciotolina e mi sono piazzata fuori in giardino a godermi l'happy hour di campagna: decisamente gradevole!

Ma come passa in fretta il tempo, quando ci si fa un aperitivo rurale! Ecco che è tornato il Pupo. La torta nel frattempo è cotta (più sopra che sotto, ma pazienza...). Una foto al volo al risultato delle mie "fatiche" culinarie, ed eccoci a tavola a gustare questa torta, semplice, veloce, davvero niente male.

domenica 15 maggio 2011

Biscotti di... biscotti e cioccolato

Eureka! Ho inventato la mia prima ricetta! Per farlo, però, dal momento che sono alle prime armi, mi sono ispirata a una ricetta trovata sul blog A casa di Eli per l'ora del tè, che ho poi "fuso" con le modalità di preparazione delle barrette di muesli. E devo ammettere che è venuta una meraviglia. Fra l'altro, è molto economica. Bastano solo...
 3 ingredienti:
- 150 gr di biscotti Grancereale Croccante, cioè 12 biscotti (2,50 euro circa)
- 200 gr di cioccolato fondente (2,00 euro circa)
- 50 gr di burro

Preparazione 
(facile che più facile non si può!):
Sbriciolate con le mani i biscotti in una terrina. Sciogliete a bagnomaria il burro insieme con il cioccolato; io ho usato due tavolette da 100 gr, cioè quelle di dimensione standard, che hanno già l'invito per romperle in rettangolini piccoli. Versate il composto sui biscotti sbriciolati e mescolate bene. Foderate una teglietta con carta da forno e stendeteci l'amalgama, livellatelo in modo che sia spesso 1 cm circa o poco più e riponete in frigo per qualche ora (io ho aspettato tre ore: poi non ho più resistito alla tentazione di assaggiare!). Togliete dal frigo e tagliate a quadrotti. Tutto qua: nessuna cottura in forno, come vedete. Morale, io e il Pupo ieri sera ce li siamo sbafati tutti, ma proprio tutti, cioè l'equivalente di una tavoletta di cioccolato e sei biscotti a testa! Vergognoso, vero? Be', provate a resistere voi a questi croccantissimi e cioccolatosissimi quadrotti!

sabato 14 maggio 2011

Vita di campagna!

Oooh, era ora: finalmente Blogger funziona di nuovo! E sì che nei giorni scorsi non ho avuto molto tempo per scrivere sul blog, dato il super-lavoro, ma cominciavo ad avvertire la "nostalgia da post". Anche perché in questi giorni sono in campagna col Pupo, e avevo proprio voglia di condividere con voi questa bella esperienza. Da dove comincio? Be', direi dalla prima sera, vale a dire martedì scorso, quando siamo andati a cena in un agriturismo di Cocconato (AT) che ci piace molto.
Siamo arrivati verso il tramonto, che non ho potuto fare a meno di immortalare in questa foto presa al volo... ma soprattutto a rischio della vita, perché per scattarla mi sono dovuta piazzare in mezzo alla strada! Ma il sole che calava dietro il paese era troppo suggestivo per resistere alla "febbre del clic".





Ed ecco qua, invece, l'agriturismo visto da fuori: si presenta già bene. Infatti è una struttura molto accogliente, tenuta benissimo, con l'interno zeppo di vecchi oggetti della tradizione contadina e decorato con particolari di gusto "country-vezzoso" o, come dico io, in modo cicciolo.






Ma soprattutto, ci si mangia assai bene. C'è un menu fisso che consta di 4 antipasti, 3 primi (in teoria degli "assaggi", in pratica sono davvero 3 piatti a testa), 1 secondo a scelta fra tre, contorno, tris di dolci (yum!), acqua, vino, caffè preparato con la moka e versato in bicchieri di vetro, pussacaffè (cioè grappa). Tutto squisito, cucinato con ingredienti tipici della zona e rielaborato in ricette un po' particolari ma non troppo, ché il troppo stroppia in campagna.


E questa è stata dunque la nostra prima serata fuori città. Che silenzio, che pace: solo il galletto che canta, la cincia che cinguetta, la tortora che tuba, e verso il tramonto i grilli che... boh? Cosa fanno i grilli? Ah, sì: friniscono! (Con questo verbo direi che il tris di dolci me lo son proprio meritato!)
L'altro vantaggio della campagna è che ci puoi coltivare un orto: ieri, dopo pranzo, ci siamo resi conto di non aver comprato frutta al supermercato: panico! Ma a un tratto Pupo ha avuto l'illuminazione: ci sono le fragole dell'orto! E così, eccoci a frugare tra le foglie delle piantine di fragole alla ricerca di frutti maturi: e ne abbiam trovati parecchi, che ci siamo mangiati così, alla buona, senza né zuccherarle né niente. (Le ho solo disposte in due ciotoline, giusto per fare una foto tipo Cucina italiana... sì, vabbè, più o meno.)
Ma la cosa che in assoluto mi piace di più, di questa vacanzina fuori porta, è il pranzo nell'ex fienile: apparecchiare una tavola frugale ma per me graziosissima, preparare semplici insalate miste, disporre due fiorrellini colti in giardino in un vasetto improvvisato (è un bicchierino da liquori), et voilà: ecco la nostra tavola da re di campagna!
E questo è un primo piano dell'insalata à la campagnarde. In questo caso ci ho messo insalata (ovviamente, sennò che insalata sarebbe?), pomodorini (che non son di stagione, ma ne avevo proprio voglia), 1 mozzarella, 1 Simmenthal piccola e mooolto basilico dell'orto (adoro il basilico!); decorazione mangereccia: grissino al mais, di cui vado ghiotta.
Insomma, non sarà proprio il canard à l'orange, ma per me è una leccornia: miracoli della vita in campagna!

sabato 7 maggio 2011

Pasticcino all'uncinetto (amigurumi)

Guardate che bel pasticcino al cioccolato, con tanto di guarnizione di panna e ciliegina, ho fatto oggi. Eppure, non sono una pasticcera! No: mi sono armata del mio ormai fedele uncinetto n. 4, ho preso quattro bei gomitoli di quelli che ho comprato sul mercato (eh sì: sul mercato io ci compro proprio di tutto) per 1,20 euro l'uno, e via di maglie basse e catenelle! Il risultato mi soddisfa parecchio, anche perché ci ho messo davvero poco tempo e soprattutto perché è il mio primo schema amigurumi ideato da me medesima.
Vi do subito le istruzioni, caso mai voleste farlo anche voi.

Abbreviazioni:
cat = catenella
mb = maglia bassa
mbss = maglia bassissima
ma = maglia alta

Parte in basso - cialda crunch (beige):
R1- 2 cat, 6 mb nella seconda cat dall’uncinetto
R2- 2 mb in ogni mb (12 mb)
R3- *1 mb, 2 mb nella mb successiva*, per 6 volte (18 mb)
R4- *2 mb, 2 mb nella mb successiva*, per 6 volte (24 mb)
R5- 1 mb in ogni mb, infilando l’uncinetto nella parte verso di voi della maglia (24 mb)
R6- 1 mb in ogni mb (24 mb)
R7- *3 mb, 2 mb nella mb successiva*, per 6 volte (30 mb)
R8- 1 mb in ogni mb (30 mb)
R9- 1 mb in ogni mb (30 mb)
Fermate il filo.

Parte in alto - cioccolata yum (marrone):
R1- 2 cat, 6 mb nella seconda cat dall’uncinetto
R2- 2 mb in ogni mb (12 mb)
R3- *1 mb, 2 mb nella mb successiva*, per 6 volte (18 mb)
R4- *2 mb, 2 mb nella mb successiva*, per 6 volte (24 mb)
R5- *3 mb, 2 mb nella mb successiva*, per 6 volte (30 mb)
R6- 1 mb in ogni mb (30 mb)
R7- 1 mb in ogni mb (30 mb)
R8- saltate 1 maglia, 5 ma nella mb successiva, saltate 1 maglia, 1 mbss tutto intorno.
Fermate il filo.

Guarnizione di panna slurp (bianco):
si lavora come per la spirale:
Fate una catenella lunga 3 volte la lunghezza desiderata
3 ma nella quarta cat dall’uncinetto
3 ma in ogni cat
Fermate il filo.

Ciliegina ciomp (rosso):
si fa una pallina:
R1- 2 cat
R2- 6 mb nella seconda cat dall’uncinetto
R3- 2 mb in ogni mb (12 mb)
R4- *1 mb, 2 mb nella mb successiva*, per 6 volte (18 mb)
R5- 1 mb in ogni mb (18 mb)
R6- 1 mb in ogni mb (18 mb)
R7- 1 mb in ogni mb (18 mb)
Imbottite con l'ovatta.
R8- 2 mb insieme (= dim), 1 mb (12 mb)
R9- 2 mb insieme (= dim) tutto intorno (6 mb)
R10- 2 mb insieme (= dim) tutto intorno (3 mb)
Fermate il filo, chiudendo la pallina.

A questo punto si procede con l’assemblaggio, cucendo prima la «panna» sopra la copertura di «cioccolata», e poi cucendo al centro la «ciliegina». Infine, si cuce la copertura alla «cialda».
Et voilà! Buon appetito! 
No… scusate! Dimenticavo: non è da mangiare!!!

venerdì 6 maggio 2011

«I fiori blu»

Il venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno, il Duca d'Auge salì in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica. La trovò poco chiara. Resti del passato alla rinfusa si trascinavano ancora qua e là. Sulle rive del vicino rivo erano accampati un Unno o due; poco distante un Gallo, forse Edueno, immergeva audacemente i piedi nella fresca corrente. Si disegnavano all'orizzonte le sagome sfatte di qualche diritto Romano, gran Saraceno, vecchio Franco, ignoto Vandalo. I Normanni bevevan calvadòs.
Il Duca d'Auge sospirò pur senza interrompere l'attento esame di quei fenomeni consunti.
Gli Unni cucinavano bistecche alla tartara, i Gaulois fumavano gitanes, i Romani disegnavano greche, i Franchi suonavano lire, i Saracineschi chiudevano persiane. I Normanni bevevan calvadòs.
(tratto da I fiori blu, di R. Queneau, 1965, traduzione di Italo Calvino)

mercoledì 4 maggio 2011

Calamari in umido

E anche oggi, una ricetta di pesce! Incredibile per una come me, che fino a poco tempo fa non ha quasi mai cucinato il pesce. Ma dato che i miei due ultimi (nonché primi) tentativi hanno avuto esito positivo, ora mi sento incoraggiata a provare altre ricette. Così, ieri sera ho preparato i calamari in umido. In realtà, volevo fare i moscardini in umido, ma si sa: dal pescivendolo sul mercato si deve prendere quello che c'è, e ieri... niente moscardini, né seppioline. Così ho ripiegato sui calamari, con cui ho fatto «conoscenza» poco tempo fa, preparando il fritto di totani e cavolfiore. Nel pomeriggio ho quindi cominciato a «minestrare» il mio primo umido di pesce, e devo dire che è venuto proprio bene: è piaciuto perfino al Pupo, che notoriamente non ama molto molluschi e affini. Non ne è avanzata nemmeno una cucchiaiata! E io che pensavo già a come riciclare gli avanzi, il giorno dopo... 

Ingredienti (per 2 persone):
• 2 calamari
• 2 lattine di passata di pomodoro
• 200 gr di piselli surgelati
• sale
• pepe
• peperoncino
• olio d'oliva
• qualche oliva nera
• pochi capperi
• pane


Ecco come si prepara. Pulite i calamari e tagliateli a rondelle (esattamente come se doveste fare dei totani). Mettete un goccio d'olio in una pentola, meglio se di terracotta, e versateci la passata di pomodoro; salatela, pepatela e insaporitela col peperoncino. Dopo qualche minuto aggiungete gli anelli di calamaro, le olive e i capperi. Lasciate cuocere a fuoco non troppo basso, con la pentola coperta, per 20 minuti. Poi aggiungete i piselli (se usate quelli in scatola, aggiungeteli 5 minuti prima della fine della preparazione, dato che sono già cotti). Cuocete ancora, scoperto, per 10-15 minuti. Nel frattempo, tagliate a fettone il pane e disponetele sulla leccarda del forno per farle diventare un po' croccanti fuori. Servite dunque i calamari in umido dentro ciotole di terracotta, se le avete, con qualche fetta di pane accanto.
Buon appetito!
(Si ringrazia Gianni – che è appena diventato nonno!!! – per i consigli culinari.)

martedì 3 maggio 2011

Orecchini all'uncinetto (spirale)

Ecco un paio di orecchini confezionati da me. Ci vuole pochissimo tempo, per farli. Basta avere un paio di monachelle, del filato (io ho usato il lurex) e un uncinetto della misura adatta. Poi si procede con la lavorazione a spirale, in questo modo. Si fanno tante catenelle; il pendaglio risulterà lungo circa un terzo rispetto alla catenella. Poi si lavorano 3 maglie alte nella quarta catenella a partire dall'ultima, e via di seguito: 3 maglie alte in ogni catenella. In questo modo si formerà la spirale.

domenica 1 maggio 2011

Il mio «orticello» e
un buon tè alla menta

Sul mio balcone da qualche tempo sono arrivate due belle piantine aromatiche: una di basilico e una di menta. Be', a dire il vero non è che siano proprio arrivate da sole, camminando sulle loro radicine: in realtà, un po' ci ho messo anche del mio, andando a comprarle sul mercato; poi, una volta a casa, le ho tolte dai quei minuscoli vasettini in cui stavano tanto strette e le ho piantate in due vasi più grandi, perché si sentissero a loro agio. All'inizio, la menta sembrava un po' patita: aveva le foglie giù, e quindi credo anche il morale... Ma poi, a forza di pioggia alternata a un bel sole caldo, si è decisamente ripresa e ora direi che sta proprio benone.
Ma le mie due graziose piantine non sono solo belle da vedere: sono anche utili in cucina. Infatti, il basilico conferisce un po' di carattere alla mia insalata quotidiana; con la menta, invece, faccio un ottimo tè marocchino.
Ecco come lo preparo. In un tegamino verso tanta acqua quanta ne serve per riempire i bicchieri da tè + un mezzo bicchiere (esempio: se è per 2, verso 2 bicchieri e mezzo), aggiungo 1 cucchiaio di zucchero a testa (quindi, per rimanere nell'esempio, 2 cucchiai) e infine immergo nell'acqua un bel rametto di menta. Faccio bollire il tutto e poi aggiungo 1 normalissima bustina di tè (1 è sufficiente per 2 persone). Aspetto 3-5 minuti e verso la bevanda nei bicchierini appositi. Facile, buono e corroborante!

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