di Bill Bryson, Ugo Guanda Editore, 2000 (orig. 1998), 310 pagine
APERTO PER LAVORI IN CORSO. . .
Benvenuti nel mio angolino creativo, nato per condividere con voi i miei lavoretti a punto croce, all'uncinetto, a maglia, di cucito, col fimo e le ricette che amo cucinare. Ma anche per parlarvi di beauty e benessere, fotografia, viaggi e gite, libri, ristoranti, hotel e in genere di tutto ciò che mi piace. Spero che passiate un po' di tempo con me! P.S. I vostri commenti sono graditissimi!
16 settembre 2020
Recensione libro: Una passeggiata nei boschi, di Bill Bryson
di Bill Bryson, Ugo Guanda Editore, 2000 (orig. 1998), 310 pagine
05 settembre 2020
Passeggiata in montagna: il giro del lago di Ceresole Reale
E' passato di nuovo tanto tempo dall'ultimo post, e combinazione anche quello riguardava una passeggiata nella natura. In questo periodo, poi, dopo la quarantena forzata, viene proprio voglia di stare all'aperto per respirare dell'aria pulita e fare movimento. Un po' per scelta e un po' per necessità, quest'anno io e il Pupo abbiamo deciso di non fare una lunga vacanza lontano da casa, bensì varie mini-vacanzine e gite di prossimità, soprattutto nella nostra bella regione, il Piemonte. Così ieri siamo andati a Ceresole Reale, in provincia di Torino, a respirare aria di montagna, fresca e pulita.
A Ceresole c'è un lago artificiale intorno al quale si può fare una gradevole passeggiata lunga 7,6 chilometri, tutta in piano e semplicissima, in parte su sterrato e in parte su asfalto. Vi si accede dal paese o poco più avanti, dal rifugio Massimo Mila, dove si trova un comodo parcheggio con bagni pubblici, anche per portatori di handicap; fra l'altro, il giro del lago si può fare anche con passeggino o in sedia a rotelle.
Si può percorrere in senso orario o antiorario, come si preferisce; noi abbiamo optato per il senso orario, in modo da camminare per la prima metà al sole (di mattina). Poco dopo l'inizio dell'anello, andando in senso orario, si passa sotto il paese e vicino a un'area picnic; superata la diga, la seconda metà del periplo è quasi tutta in ombra; da lì si diramano vari sentieri che s'inerpicano su per la montagna boscosa. In un'ora e tre quarti di camminata abbiamo finito il giro.
Avevamo intenzione di mangiare al rifugio Mila, ma i gestori ci hanno detto in modo spiccio che fino all'una e mezza non servivano il pranzo; devo ammettere che mi sarei aspettata un po' più di sollecitudine da parte loro, tipo dirci «se volete però vi possiamo preparare un panino»; invece ci hanno solo detto che bisognava prenotare per mangiare. Così siamo andati in paese, dove abbiamo trovato un risorantino pizzeria con dehors: la Lanterna del Duca. Abbiamo mangiato un'ottima polenta, io concia e il Pupo con i funghi (una porzione di polenta per 7 euro). Il servizio è decisamente spartano: fai l'ordinazione, ti siedi dove vuoi e quando chiamano il tuo numero vai a ritirare il pasto servito in vaschette di alluminio tipo Cuki con posate e bicchieri di plastica (non molto eco-friendly...). E la vista non è propriamente idilliaca: un campeggio squallido e maltenuto. Ma c'è poco da fare: Ceresole, per quanto carino, non è in Trentino-Alto Adige, quindi non aspettatevi fiori alle finestre, graziosi centrotavola, decorazioni in legno, cuscinetti rivestiti di belle stoffe, cura e pulizia. Tutto è tenuto non troppo bene, e per arrivare a Ceresole si passa per località davvero bruttine e raffazzonate; ma almeno il contesto naturale è bello e, se abitate vicino, una passeggiata intorno al lago, coronata da una buona polenta, è un modo piacevole per passare la giornata.
19 ottobre 2017
Una passeggiata nell'Oasi Zegna
Questo parco comprende svariati sentieri, di diverse lunghezze, gradi di difficoltà e altitudine. Non mancano, poi, le strutture ricettive: rifugi, alberghi, ristoranti, bar, ma anche birrifici e caseifici. Insomma, un bel modo per scoprire il territorio: passeggiare e gustarne i prodotti.
18 maggio 2017
Provati per voi: ristorante cinese
Chen Lon (Torino)


Ma ciò che colpisce di più (e che mi ha fatto molto felice!) è che il menu non ha (soltanto) le consuete portate da ristorante cinese in Italia. Per chi desidera provare qualcosa di diverso dalla solita, micidiale trimurti «involtino primavera-riso cantonese-pollo con mandorle», magari coronata dal gelato fritto, qui c'è ampia scelta. Infatti troverete piatti particolari, regionali e di stagione. Inoltre, ci sono gli «speciali del mese», proposte davvero interessanti che cambiano di volta in volta: io e i miei commensali, per esempio, abbiamo ordinato un piatto di bambù da condividere; un amico della proprietaria lo coltiva a pochi chilometri da Torino, quindi non era un prodotto surgelato, e si sentiva: rondelle piuttosto croccanti dal gusto che ricordava un po' quello dei topinambur, davvero deliziose.
Come antipasto, ammetto che non mi sono subito lanciata in scelte temerarie, e ho optato per i ravioli alle verdure cotti al vapore, un piatto che prendo spesso al ristorante cinese. Ma è stato un buon modo per fare un raffronto con i «soliti» ravioli: questi erano... diversi: si capiva bene che la pasta era stata fatta a mano e le varie verdure avevano sapori più definiti, mentre spesso capita che il ripieno sia un miscuglio in cui non si distinguono i singoli ingredienti.
Il Pupo, invece, ha «osato» ordinare le «teste di leone», che in realtà sono delle polpette di maiale, non di leone...