07 febbraio 2015

Foto a caso dal cellulare

Ancora una spolverata di neve, la settimana scorsa.

Un tramonto sul mare a Opatija (Abbazia), Croazia.

Che buoni i formaggi valdostani con la weissbier (Gressoney).

Il testolone del mio gatto, che fa la nanna con me nel lettone.

Che meraviglia, Piazza Unità d'Italia a Trieste!

 Una romantica cena sull'Adriatico croato.

A Split (Spalato), in Croazia, i supermercati hanno le colonne ioniche!

Sono diventata «pizzafariana».

Stamattina proprio ne non ne vuole sapere di svegliarsi!

Le montagne innevate dal finestrino del pullman che mi porta a lavoro.

C'è chi lavora... e chi se la gode!

Adoro sedermi in un bel bar e bermi un buon cappuccino (Chivasso).

04 febbraio 2015

Prodotti finiti del mese: gennaio


Ciao!
Ed eccoci qua con la rubrica Consigli beauty.
Oggi vi parlo dei prodotti finiti del gennaio 2015.

Shampoo Garnier Fructis
Shampo Hydra Ricci fortificante per capelli ricci tendenti al crespo: lava, niente di più. Decisamente, la linea capelli della Garnier mi ha proprio delusa.

Bagno doccia Yves Rocher «Tradition de Hammam»
Non mi è piaciuto per niente: profumo troppo forte e quasi niente schiuma. Era un'«edizione limitata», ma non credo che la cosa abbia rattristato nessuno... Di certo, non me!

Bagno doccia Yves Rocher «Jardin du Monde»
Alla mandorla di California. Di questa linea mi piacciono tutte le profumazioni. Fanno una bella schiuma e non mancano mai nella mia doccia. Per comprarli, conviene aspettare l'offerta 3 x €5 che fanno di tanto in tanto.

Primer occhi Essence «I love stage»
Chi non lo conosce? E' molto amato, anche se personalmente devo dire che su di me non ha fatto faville. Certo, costa poco (meno di €3, se ricordo bene), ma più o meno fissa l'ombretto un buon correttore in stik; preferisco di gran lunga il primer della Kiko, anch'esso piuttosto economico. Comodo l'appicatore tipo mascara, anche se però alla fine rimane un bel po' di prodotto nel flacone (rigido) che non si riesce a raggiungere.

Bagnoschiuma L'Erbolario all'arancio
I bagnoschiuma dell'Erbolario mi piacciono sempre (chi più, chi meno), sia nelle profumazioni sia nella consistenza. Questo non mi ha delusa, anche se l'arancio non è tra le mie profumazioni preferite.

Bagnoschiuma L'Erbolario al tiglio
Profumo molto buono.

Bagnoschiuma L'Erbolario al frutto della passione
Profumazione deliziosa.

Crema corpo L'Erbolario alla camelia
Ottima consistenza: né troppo fluida né troppo densa. E profumo celestiale.

Bagnoschiuma L'Erbolario alla camelia
Un profumo squisito e molto persistente.

Shampo doccia L'Erbolario Méharées
Il profumo non mi ha entusiasmato.

Batuffoli di cotone Crai
I soliti: li prendo sempre e non mi deludono mai. Non si disfano e sono belli compatti.

Ecco finita la carrellata di prodotti.
Al prossimo appuntamento!

01 febbraio 2015

Provati per voi: Voglia di Vino, Alba (CN)


Ciao a tutti! Come state? Io purtroppo sono sempre più assente dal blog, e mi dispiace molto; non solo non riesco a trovare il tempo di postare qualcosa di nuovo, me nemmeno riesco a leggere i vostri blog, e mi mancate! Ma oggi – approfittando di una breve pausa fra una pulizia, un bucato e il lavoro – vi voglio parlare di un grazioso posticino che ho «collaudato» ieri a pranzo. Si tratta del wine shop & bar Voglia di Vino, ad Alba (Cuneo). Il merito di aver scovato questo locale va al Pupo mio marito, che in questo è davvero un abilissimo segugio. Ieri siamo andati ad Alba per fare due passi per la cittadina e vedere la mostra sul pittore Felice Casorati alla Fondazione Ferrero (fino al 15 febbraio; link qui): se capitate da quelle parti, andate a vederla perché merita davvero. Ma anche Alba merita una visita, perché è una cittadina molto carina, con bei palazzi e magnifici bar pasticcerie vecchio stile; e poi ci sono i vini, i tartufi e la cioccolata. Voglia di Vino si trova in una viuzza tranquilla del centro storico di Alba. Il locale è moderno e trendy, ma non senz'anima, anzi! E' molto carino e luminoso, con pochi tavolini, pareti tappezzate di bottiglie, una proprietaria molto gentile e preparata e qualche piattino per togliersi la fame davvero buono. C'è molta attenzione alla provenienza dei prodotti, e la proprietaria sembra conoscere i nomi di tutti i suoi fornitori. Io ho preso una bresaola con insalatina e scaglie di grana che si scioglieva in bocca; l'olio era notevole. Il Pupo ha optato per il tris di antipasti: antipasto piemontese (o giardiniera che dir si voglia), insalata russa e vitello tonnato. Abbiamo bevuto un calice di squisito nebbiolo e per finire ci siamo presi una fett(on)a di torta alle nocciole con zabaione; una torta di nocciole così non l'avevo mai mangiata: una meraviglia, morbida e gustosa, fra l'altro di produzione di una pasticceria della via accanto. Ovviamente, prima di andarcene ci siamo comprati una bottiglia dell'ottimo nebbiolo che avevamo bevuto a pranzo.
Posto consigliatissimo.

Voglia di Vino
wine shop & bar
via Pertinace, n. 7/a – 12051 Alba (CN)



05 gennaio 2015

Recensione libro: Nelle nebbie del Gambero d'Oro, di Gianna Baltaro


«Nell'insieme, la Contrada del Gambero d'Oro era un mondo raccolto, turbato da pochi rumori: il brusio delle voci, lo scalpiccio dei passi, qualche rintocco di campana e, di tanto in tanto, lo sferragliare di un tram, di passaggio in via Pietro Micca. Un borgo dove si conduceva una vita un po' paesana; in primo luogo perché tutti si conoscevano, e poi perché la presenza di tante botteghe artigiane e di negozi di ogni genere dava alla comunità una certa impressione di autonomia.»

L'ex commissario Martini, ormai ritiratosi nelle Langhe a fare il gentiluomo di campagna e a produrre vino, ritorna a Torino per far visita alla sorella, che abita in via Barbaroux, nella Contrada del Gambero d'Oro. Ma a poca distanza da lì, in via San Tommaso, viene trovata morta una ragazza. Così l'ex commissario, un po' per solidarietà verso la gente del quartiere, un po' per dare una mano all'amico commissario Piperno, si mette a investigare.
Ho scoperto l'autrice, Gianna Baltaro, per caso. Ed è stata una piacevolissima scoperta. La Baltaro (1926-2008), torinese, è stata giornalista di cronaca nera e autrice di 18 romanzi gialli con il commissario Martini per protagonista. I suoi libri sono imbientati in una Torino anni Trenta che ormai non esiste più, con vie tranquille e nebbiose, con le signore che prendono i tè del pomeriggio nei bar eleganti di piazza San Carlo e i signori che la domenica mattina vanno dal barbiere, con le massaie che cucinano il brasato e le sartine che incontrano di nascosto i fidanzati, con gli stabilimenti balneari sulla Dora e via Roma che non aveva ancora i portici, con le vecchie bottiglierie dove si andava a prendere il vino da asporto e, se si conosceva l'oste, ci si poteva sedere nella cantina a mangiare un po' di salame e qualche tomino. Una Torino provinciale, forse, ma più a misura d'uomo e senza troppi grilli per la testa; la Torino come dovrebbe essere.
Il romanzo, il primo della serie, vi farà immergere in questo mondo fatto di strade buie e androni misteriosi, di bar raffinati e di tinelli profumati di buon cibo, con una scrittura semplice ma elegante, che scorre bene e veloce.
Purtroppo i libri cartacei della Baltaro sono ormai reperiribili solo sul mercato dell'usato; io ho trovato in rete la versione epub per ebook reader. Se vi interessa, la potete scaricare a questo link (togliete la spunta e cliccate sul pulsante grigio).

02 gennaio 2015

... E adesso ho voglia di Provenza!

Ciao a tutti!
Come state passando le feste? Io benone: nonostante debba lavoricchiare un po' a casa, il fatto di non dover raggiungere la città e l'ufficio (tre ore buone fra andata e ritorno con vari mezzi pubblici) è già una vacanza di per sé. Qui fa freddo, ma la neve purtroppo non s'è vista, salvo una lieve infarinatura a fine dicembre; anzi, c'è il sole e aria asciutta. Lo so, sarò un po' strana, ma io, appena passati Natale e Capodanno, comincio a sentire le prime avvisaglie della primavera. Sì sì, è un abbaglio: l'inverno è cominciato da poco, e ancora ce ne va di tempo alla primavera. Però non so, forse è perché a queste latitudini l'inverno è più luminoso e più limpido rispetto al cupo, nebbioso e umido autunno – che di certo ha il suo fascino «fantasy», diciamo così, però alla lunga risulta piuttosto deprimente. E invece ora, con le giornate di sole e le ore di luce che man mano aumentano, con gli uccellini che riprendono a cinguettare forse alla ricerca di una casetta dove portare la compagna alla fine dell'inverno, io sento già l'atmosfera della primavera che deve arrivare, perfino nel gelido vento che mi congela il naso quando vado a correre. E così, anche se per indole sono decisamente «atlantica» e «nordica», mi sorprendo in queste giornate quiete a pensare alla Provenza, una Provenza di fantasia, forse, dove è sempre primavera, con le stradine tortuose che corrono su e giù fra case un po' malandate ma ricoperte di fiori; con i tavolini all'aperto, dove si mangiano pane e olive sotto le bougainvillee; con i mercati coloratissimi che odorano di formaggio e spezie; con i negozi che vendono saponette alla lavanda e dove si trascorrono pigri pomeriggi passeggiando per stradine, curiosando nelle bottegucce, meditando davanti a un pastis in mezzo ai fiori e alle case di pietra.
(Foto trovate su Pinterest.)























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