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13 giugno 2013

Il mio matrimonio country(-chic)

E come promesso qualche post fa, oggi vi mostro alcuni lavoretti che ho fatto in vista del mio matrimonio col Pupo. Dato che entrambi non amiamo le cose preconfezionate e visto che ci pareva assurdo spendere vagonate di soldi (averceli...) in bomboniere, wedding planner e robe simili, abbiamo deciso di fare tutto noi, ma tutto tutto tutto, eh! Be', non abbiamo cucinato noi... questo no, ma tutto il fattibile l'abbiamo fatto noi. Il che era anche indicato, dato il contesto (campagna) e dati gli invitati, persone che di certo non si fermano alle apparenze e invece preferiscono le cose «vere».
Ma basta ciance: comincio col mostrarvi le bomboniere.
Come vedete sono semplicissime, però io le trovo carine. Sono dei normalissimi barattolini da marmellatina. Sotto il tappo ho incollato una targhettina circolare con scritti i nomi degli sposi, fatta da noi sul mac e stampata «in casa». Sul tappo ho incollato dei quadrati di lino, di colore bianco ecru o tinta corda; per inciso, sono le stesse stoffe (Ikea) che ho usato per confezionare le tende di casa! Poi ho fatto un fiocchetto con dello spago da cartoleria e sopra ho incollato col Vinavil dei gessetti di soggetti vari; e qui, in fase d'incollaggio, il Pupo mi è stato di grande aiuto. Come vedete, sono entrata anche nel magico mondo dei gessetti! Sono facilissimi da fare e danno grande soddisfazione. All'interno, ovviamente, cinque confetti (questi comprati in una famosa pasticceria di Torino, Stratta). Per presentare le bomboniere ho recuperato una cassetta di verdura (qui da noi non mancano mai, con la megaproduzione ortofrutticola del Pupo!) dipingendola grossolanamente di bianco.

Ma veniamo al tableau marriage.
Ho usato una semplice cornice 50 x 70 cm dell'Ikea, ho tolto il vetro e ho incollato sul fondo di compensato lo stesso lino tinta corda usato per le bomboniere. Sopra, ho teso lo spago a mo' di filo per stendere. I «panni stesi» sono dei rettangoli di stoffa bordati (da me: che faticaccia!) con un pizzetto. Sui «panni» ho scritto i nomi degli invitati. Ovviamente, non potevano mancare le mollettine di legno (Tiger, 1 euro).
Come vedete, ogni «panno steso» reca in cima il nome di una piantina aromatica: trovandoci in campagna, abbiamo deciso di identificare i tavoli del pranzo con delle aromatiche. E quindi, ecco i segnatavola, acquistati un paio di giorni prima, insieme ai portavasi, presso un vivaista vicino a casa. Poi, per gli invitati non particolarmente esperti di botanica, ho messo delle targhette di legno (sempre Tiger, e sempre 1 euro) con su scritto il nome della piantina.
Il ritolino chiuso da spago che vedete ai piedi della piantina è il menu, che abbiamo voluto preparare e stampare noi. Inutile dire che ora queste belle piantine (nelle foto ve ne ho mostrate solo tre delle sei) sono tutte insieme in una magnifica aiola che ha preparato il mio novello sposo, il Pupo, degna di un orto botanico: mi piace un sacco! Questi segnatavolo si inserivano alla perfezione nel contesto del ristorante, un agriturismo risalente al Seicento, di cui vi avevo già accennato in questo post: la Cascina Rosengana di Cocconato (Asti).
Ok, non vi tedio oltre con partecipazioni, mappa del tragitto municipio-ristorante e simili. Comunque è stato (quasi) tutto fatto a mano dai Pupi... e la giornata è stata BELLISSIMA!!! Spero che questi semplici lavoretti vi siano piaciuti: noi ci abbiamo messo il cuore.  :)

Ma adesso apriamo una parentesi «modaiola»: il vestito. Non volevo il classico vestito da sposa, anche perché dato il contesto non avrebbe avuto alcun senso (quando sono arrivata al municipio per incontrare il mio futuro sposo e andare dal sindaco, sulla piazza del municipio c'era il mercato ortofrutticolo! In tutte le foto che mi hanno scattato prima di entrare in comune c'è sullo sfondo un'inquietante vacchiaccia cicciona coi sacchetti della spesa. Lo so, non sono politicamente corretta, ma dovreste vederla: è davvero spaventosa!!!). Così ho scelto un vestitino carino, ma che si possa riutilizzare. Lo volevo di pizzo, a tubino (che mi dona), non scollato, con un accenno di manichina, al ginocchio (non sopra!) e tinta panna. Et voilà: l'ho trovato! E' della Esprit, come il coprispalle. Invece le scarpe le ho prese da Bata, belle comode, perché non aveva senso secondo me arrivare barcollando col tacco 12 per poi passare alle ballerine dopo due ore! Invece queste le ho sopportate tutto il giorno: miracolo, dati i miei piedi sofistici. La pochette è di Accessorize, colore identico al coprispalle. Ecco le foto.
Uh, che post lungo! Scusate... Ma che ci volete fare?
E' stata una giornata bellissima:
vorremmo rifarla!


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