Visualizzazione post con etichetta trekking. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta trekking. Mostra tutti i post

16 settembre 2020

Recensione libro: Una passeggiata nei boschi, di Bill Bryson

Ho letto questo libro dopo aver visto il film che ne ha tratto il regista Ken Kwapis: A spasso nel bosco, con Robert Redford e Nick Nolte, del 2015. Lo scrittore è Bill Bryson, giornalista e noto autore di libri di viaggio. Ne ha scritti un bel po', e dato che mi sono piaciuti molto l'ironia e gli interessanti aneddoti, penso che leggerò qualche altro suo titolo, come Una città o l'altra. Viaggi in Europa o Notizie da un'isoletta. Ma veniamo a questo Una passeggiata nei boschi. Uscito nel 1998, è il racconto autobiografico del trekking intrapreso da Bryson sul famoso (e famigerato) Appalachian Trail, in compagnia del suo vecchio amico Katz. I due, «diversamente giovani» e non particolarmente in forma, incappano in una serie di disavventure, e in incontri (con umani e animali) non sempre piacevoli. Ma questo libro non è solo un resoconto autoironico di un'impresa forse un po' troppo ambiziosa, bensì è anche una miniera di interessanti informazioni e aneddoti sui luoghi che s'incontrano durante questo impegnativo trail. Per esempio, la città fantasma (o quasi: ha ben sette intrepidi abitanti) di Centralia, in Pennsylvania, edificata sopra un immenso giacimento di antracite: nel 1962 a Centralia scoppiò un incendio che arde tuttora nel sottosuolo, causando voragini nelle strade, temperature torride, aria satura di anidride carbonica e vapori che fuoriescono dalla terra. Molto interessanti sono anche le riflessioni dell'autore sulla questione ambientalista e sullo strano rapporto fra natura selvaggia e antropizzazione estrema degli Stati Uniti, così come illuminanti (e a tratti un po' deprimenti) sono le critiche mosse all'organismo che gestisce il sentiero, il National Park Service, che a quanto pare non brilla proprio per efficienza: evidentemente, tutto il mondo è paese... L'Appalachian Trail è un percorso escursionistico di circa 3500 km, anche se non se ne conosce l'esatta lunghezza, dato che questa varia man mano che cambiano o si aggiungono delle piste. Comunque, per percorrerlo tutto ci vogliono dai cinque ai sette mesi di marcia (ammesso che ci si riesca), dalla Georgia al Maine, attraverso ben quattordici stati, lungo un interminabile paesaggio fatto di boschi e montagne selvagge. Molto selvagge... Riusciranno dunque i nostri eroi a completarlo? E come ne usciranno? Se volete scoprirlo, vi consiglio di leggere questo bel libro. O almeno di vedere il film. Meglio ancora: tutt'e due! 

Una passeggiata nei boschi
di Bill Bryson, Ugo Guanda Editore, 2000 (orig. 1998), 310 pagine

05 settembre 2020

Passeggiata in montagna: il giro del lago di Ceresole Reale

Ceresole Reale

E' passato di nuovo tanto tempo dall'ultimo post, e combinazione anche quello riguardava una passeggiata nella natura. In questo periodo, poi, dopo la quarantena forzata, viene proprio voglia di stare all'aperto per respirare dell'aria pulita e fare movimento. Un po' per scelta e un po' per necessità, quest'anno io e il Pupo abbiamo deciso di non fare una lunga vacanza lontano da casa, bensì varie mini-vacanzine e gite di prossimità, soprattutto nella nostra bella regione, il Piemonte. Così ieri siamo andati a Ceresole Reale, in provincia di Torino, a respirare aria di montagna, fresca e pulita. 

Ceresole Reale

A Ceresole c'è un lago artificiale intorno al quale si può fare una gradevole passeggiata lunga 7,6 chilometri, tutta in piano e semplicissima, in parte su sterrato e in parte su asfalto. Vi si accede dal paese o poco più avanti, dal rifugio Massimo Mila, dove si trova un comodo parcheggio con bagni pubblici, anche per portatori di handicap; fra l'altro, il giro del lago si può fare anche con passeggino o in sedia a rotelle. 

Ceresole Reale
 

Si può percorrere in senso orario o antiorario, come si preferisce; noi abbiamo optato per il senso orario, in modo da camminare per la prima metà al sole (di mattina). Poco dopo l'inizio dell'anello, andando in senso orario, si passa sotto il paese e vicino a un'area picnic; superata la diga, la seconda metà del periplo è quasi tutta in ombra; da lì si diramano vari sentieri che s'inerpicano su per la montagna boscosa. In un'ora e tre quarti di camminata abbiamo finito il giro. 

Ceresole Reale
 

Avevamo intenzione di mangiare al rifugio Mila, ma i gestori ci hanno detto in modo spiccio che fino all'una e mezza non servivano il pranzo; devo ammettere che mi sarei aspettata un po' più di sollecitudine da parte loro, tipo dirci «se volete però vi possiamo preparare un panino»; invece ci hanno solo detto che bisognava prenotare per mangiare. Così siamo andati in paese, dove abbiamo trovato un risorantino pizzeria con dehors: la Lanterna del Duca. Abbiamo mangiato un'ottima polenta, io concia e il Pupo con i funghi (una porzione di polenta per 7 euro). Il servizio è decisamente spartano: fai l'ordinazione, ti siedi dove vuoi e quando chiamano il tuo numero vai a ritirare il pasto servito in vaschette di alluminio tipo Cuki con posate e bicchieri di plastica (non molto eco-friendly...). E la vista non è propriamente idilliaca: un campeggio squallido e maltenuto. Ma c'è poco da fare: Ceresole, per quanto carino, non è in Trentino-Alto Adige, quindi non aspettatevi fiori alle finestre, graziosi centrotavola, decorazioni in legno, cuscinetti rivestiti di belle stoffe, cura e pulizia. Tutto è tenuto non troppo bene, e per arrivare a Ceresole si passa per località davvero bruttine e raffazzonate; ma almeno il contesto naturale è bello e, se abitate vicino, una passeggiata intorno al lago, coronata da una buona polenta, è un modo piacevole per passare la giornata.

Ceresole Reale




19 ottobre 2017

Una passeggiata nell'Oasi Zegna

Ciao a tutti e ben ritrovati, dopo un altro bel po' di tempo che non scrivevo sul blog.
Oggi voglio parlarvi di un parco che ho scoperto da poco: l'Oasi Zegna (sito web qui; pagina Wikipedia qui). L'Oasi Zegna è un'area naturalistica in provincia di Biella, in Piemonte. Venne istituita dall'imprenditore Ermenegildo Zegna, da cui prende il nome, che fondò a Trivero la ditta Zegna, ma non solo: come altri industriali "illuminati" e "umanisti" dell'epoca (una razza ormai completamente estinta...), costruì le case per i dipendenti e un centro dedicato alla salute, alla formazione, allo sport e al tempo libero dei suoi concittadini. Oltre a tutto ciò, fece rimboschire le pendici della montagna, e da qui nacque l'Oasi Zegna.


Questo parco comprende svariati sentieri, di diverse lunghezze, gradi di difficoltà e altitudine. Non mancano, poi, le strutture ricettive: rifugi, alberghi, ristoranti, bar, ma anche birrifici e caseifici. Insomma, un bel modo per scoprire il territorio: passeggiare e gustarne i prodotti.
Così, sabato scorso io e il Pupo abbiamo deciso di andare all'Oasi Zegna per fare una prima passeggiatina "propedeutica", cioè una camminata breve e semplice per cominciare a studiare la zona, in vista di un trekking più impegnativo magari in primavera. Di domenica vengono organizzate molte passeggiate tematiche guidate, ma noi abbiamo preferito fare per conto nostro. Abbiamo scelto la Passeggiata dei Rododendri, breve (un'ora e mezza) e facile (percorribile anche da disabili in carrozzella e genitori con passeggini). Certo, in questa stagione i rododendri non sono fioriti, ma comunque la natura è bellissima, con i colori autunnali che tanto piacciono a me. In realtà, abbiamo trovato un po' confuso il sistema di indicazione dei sentieri, perché molti si intersecano fra loro o si sovrappongono per alcuni tratti. Infatti, all'inizio il sentiero che abbiamo percorso non era molto facile: era piuttosto ripido e di certo non adatto alle sedie a rotelle, dato che fondo era di terra, coperta da tantissimi ricci di castagne caduti.


Comunque, dopo poco il sentierino si è congiunto al vero percorso dei Rododendri, molto meno "selvaggio", ma comunque incantevole: il fondo era cementato e cintato da una staccionata.


In alcuni punti sembrava di essere quasi in un giardino giapponese (io li adoro!).



Ma tutt'intorno c'erano boschi montani molto misteriosi.


Finita la nostra passeggiata, siamo risaliti in auto, che avevamo lasciato a Trivero, e dopo pochi chilometri abbiamo trovato il Birrificio Jeb (sito web qui), un posticino davvero carino, praticamente su un tornante della strada che risaliva la montagna, un angolino tranquillo e un po' surreale. Ci siamo accomodati a un tavolone con panche all'aperto, sotto una tettoia, e abbiamo pranzato con tagliere misto (il Pupo) e una miaccia al formaggio (io), accompagnati ovviamente da due ottime birre artigianali – e lo dice una che non ama particolarmente la birra, ma dopo una passeggiata nella natura, sotto il sole, che cosa c'è di meglio?


La miaccia (v. qui), per chi non la conoscesse, è una specie di crêpe salata di farina bianca e gialla tipica della Valsesia e dei Walser, davvero squisita, che si può farcire con formaggi e affettati.
Bene, vi ho fatto venire voglia di fare una salto da queste parti? Spero di sì!
Alla prossima!

19 marzo 2014

Il viaggio di nozze dei Pupi (parte 6): Riva di Tures e Knuttenalm

Ancooora??? 
Ebbene sì!
Lo so, lo so: è passato già quasi un anno dal matromonio dei Pupi, e dieci mesi dal loro viaggio di nozze. Ma pazienza! Ho ancora un posticino da farvi vedere. Poi basta, lo prometto.

Oggi vi porto in montagna, in una malga tipica del Sud Tirolo, la malga Knuttenalm, che si trova nel comune di Riva di Tures.
Già Riva è un posto incantevole, in un paesaggio meraviglioso:
questa foto vale più di mille parole:


Da lì io e il Pupo, novelli sposini, siamo partiti per una piacevolissima passeggiata.


Arrivati quasi alla meta ci siamo ritrovati nella neve!
E dire che era fine maggio...


Tuttavia, non ci siamo lasciati scoraggiare, e dopo poco siamo arrivati al nostro obiettivo: la malga Knuttenalm.


Un posticino davvero accogliente e suggestivo, tutto di legno e pieno di particolari graziosi, come sono sempre le case da queste parti. Ci siamo accomodati fuori, a quei tavoloni che vedete nella foto a sinistra, e ci siamo riscaldati con un buon caffè; davanti a noi si apriva una vista spettacolare verso valle. Intorno a noi si sentivano i fischi delle marmotte, evidentemente in allarme. Poi abbiamo capito perché erano così sul chi vive: alla malga producono un «portentoso» unguento a base di grasso di marmotta, povere bestie! Va be', c'è sempre l'altra faccia della medaglia.

In compenso, guardate che casottino.
E' il mio casottino dei sogni!


Non è stupendo? Non so cosa darei per averne uno così in giardino. Lo userei come rifugio. Ci metterei un divanetto per sonnecchiare nei caldi pomeriggi estivi, un tavolino e una seggiola per scrivere o leggere o usare il pc. Ci metterei delle tendine tirolesi e qualche ricamo qua e là. E tanti fiorellini di campo. M'immagino come dev'essere bello ascoltare il rumore della pioggia sul tetto. Ah... (sospiro)

Bene, questo era davvero l'ultimo post sul viaggio di nozze dei Pupi. Confesso che quasi quasi mi dispiace...
Ma su col morale: ho ancora un sacco di bei posti da farvi vedere!
Ciao a tutti!


24 luglio 2013

Il viaggio di nozze dei Pupi (parte 3): escursione alle cascate di Riva

Ciao a tutti!
In questo post voglio farvi vedere qualche foto di un'escursione che io e il Pupo, novelli sposini, abbiamo fatto in montagna, in Sud Tirolo.
Partenza: Sand in Taufers.
Arrivo: le cascate di Riva.
Si parte dalla località di Sand in Taufers, un posticino davvero grazioso, di cui vi mostrerò le foto in un altro post. Si cammina per un po' praticamente in pianura, lungo una stradina asfaltata fra prati verdi, montagne ammantate di boschi, chiesette immacolate e magnifiche casette.




Dopo un po' si abbandona la stradina asfaltata e ci s'inoltra in un bosco fittissimo, dove si sale, si sale, si sale... lungo sentierini, ponticelli di legno e scalette che sembrano fatte dagli elfi.


Questi elfi, però, dovevano essere dei burloni, perché non vi dico la quantità di gradini che abbiamo dovuto salire! Ma alla fine la fatica è stata ricompensata da un magnifico spettacolo: le cascate!


Dalle cascate siamo poi ridiscesi in un'altra bellissima valle.



Che posti incantevoli, vero? E tenuti alla perfezione, pulitissimi, ordinati e al contempo ancora selvaggi, «naturali». Devo ammettere che ho parecchia nostalgia di quei luoghi, geograficamente vicini a dove vivo io (Piemonte), ma tanto, tanto diversi quanto a cultura e rispetto per le cose, le persone e gli animali.
Nel prossimo post sul viaggio di nozze dei Pupi, vi mostrerò alcune foto di un'altra escursione in montagna, dove abbiamo trovato ancora la neve (a maggio!).
Ciao!




09 ottobre 2011

Una passeggiata sul
Sentiero delle Anime

Oggi il Pupo e io siamo finalmente riusciti a «staccare» dal lavoro (e sì che era domenica!) e andare a farci la prima passeggiata in montagna dell'anno. Fare la prima passeggiata a ottobre significa esser stati proprio messi male col lavoro durante l'anno, ma non lamentiamoci: almeno questa volta ci siamo riusciti!


Il tempo è stato magnifico: fresco, ma soleggiato; verso la cima il verde dei prati ci si è presentato al meglio, mentre più in basso si camminava su un tappeto di foglie di castagno.

Qualche dato tecnico, per chi volesse cimentarsi nell'impresa:
• quota di partenza: 831 m
• quota della vetta: 1345 m
• dislivello complessivo: 550 m
• livello di difficoltà: E (= escursonistico privo di difficoltà)
• località di partenza: Traversella (TO)
• durata: 6 ore (compreso il tempo per scattare svariate foto, pranzo al sacco e mela di merenda; inoltre, tenete presente che io in discesa vado come una lumaca timida...).


Alcuni dati a mio parere utili: a Traversella di domenica ci sono un bar (con annesso bagno, che serve sempre) e un minimarket aperti; durante il percorso non si trovano fontanelle, quindi è bene partire già con dell'acqua; però c'è un rifugio.






Abbiamo seguito il percorso in senso orario. Nella prima parte si sale quasi sempre in mezzo a boschi, di castagni prima e di betulle poi, ma anche di noccioli. Dopo una mezz'ora si passa vicino a un rifugio. Cammina cammina (una bella salita!), siamo arrivati a Cappia, un bellissimo gruppo di casette di pietra da cui si gode una vista incantevole.


Si sale ancora, ma qui non ci sono più boschi bensì verdissimi prati, e si arriva a Piani di Cappia, un nucleo di casette purtroppo abbandonate. È un posto magnifico: qui abbiamo fatto una sosta per pranzare con un paio di panini, resi ancora più buoni dal paesaggio circostante e dalla consapevolezza di... essere arrivati fin lassù! A Piani di Cappia, inoltre, si trova una misteriosa incisione rupestre, uno strano omino ribattezzato subito dal Pupo «King Babaciu»; sarebbe l'ultima incisione del Sentiero delle Anime vero e proprio, ma per noi è stata la prima, dato che abbiamo percorso un anello la cui prima metà non fa parte del Sentiero, che abbiamo invece seguito a ritroso, da monte a valle. 


Da qui abbiamo quindi cominciato la discesa, lungo la quale abbiamo incontrato una decina di altre incisioni rupestri, tutte ben segnalate. La discesa per me è stata un po' ostica (come ogni discesa, d'altronde: preferisco le salite!), perché a ogni passo ho l'impressione che scivolerò; ma per fortuna non è stato così, e sono riuscita a ritornare al punto di partenza sana e salva (anche grazie al Pupo, che in moltissimi casi mi ha fatto da... bastone!).
E dunque, se vi va di farvi una bella passeggiata, non troppo facile ma nemmeno troppo impegnativa, finché il tempo tiene, questo è un percorso che vi consiglio: è veramente bello, tranquillo, fuori dal mondo. Come sempre, anche questa volta la montagna non mi ha deluso.



LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...