17 ottobre 2020

Aspettando Halloween...

 ... non restiamo con le mani in mano!

Se ne avete il tempo e la voglia, che ne dite di cimentarvi in qualche lavoretto, giusto per cominciare a creare l'atmosfera adatta al periodo? 

amigurumi zucca fantasma

Qui di seguito trovate alcuni link che vi rimandano agli schemi per fare:

il fantasmino amigurumi

un bunting all'uncinetto con fantasmi, gatti neri, zucche e ragni

la zucca amigurumi (versione semplice)

un'altra zucca amigurumi (versione un po' più impegnativa)

Inoltre, se volete qualche ispirazione sul tema, ci sono anche una soffice sciarpa semplicissima da lavorare a maglia, un ricamino a punto croce con gatti neri zucche e cappelli da strega, e degli orecchini in fimo a forma di... indovinate un po'... ESATTO: di zucca!

halloween

orecchini in fimo a forma di zucca

cuscinetto ricamato in tema magico

sciarpa di lana arancione

Ma che autunno sarebbe senza qualche buon piatto che scalda, nutre ma non appesantisce? Ecco allora qui due ricette a base di... Eh sì, proprio lei: la ZUCCA!

vellotata di zucca

risotto alla zucca

vellutata di zucca

Insomma, ecco qualche semplice spunto per prepararci ad Halloween. Sono piccole cose, ma la felicità, si sa, è fatta di piccole cose.

Buona festa!

09 ottobre 2020

Modena in tre giorni

Bentrovati, miei cari lettori! 

Come promesso in un precedente post, oggi vi voglio raccontare della mia mini-vacanza a Modena. Qualcuno si domanderà: «Ma perché proprio Modena?». In effetti, non è una meta di vacanza molto ovvia. Il fatto è che il Pupo l'anno scorso aveva prenotato un bed & breakfast (ve ne parlo in questo post) e uno stand per partecipare come editore di libri game (se vi interessa, qui trovate il suo sito) alla fiera Modena Comics, che poi però è stata annullata causa Covid. Così, per non perdere i soldi dell'anticipo del pernottamento, grazie alla disponibilità della proprietaria del b&b abbiamo spostato le date del nostro soggiorno e, facendo buon viso a cattivo gioco, siamo andati a Modena non per lavoro, bensì per turismo. E abbiamo fatto bene! 


Modena è da vedere e da vivere. Intanto, possiede ben tre Siti Patrimonio dell'Umanità Unesco, che per una città di neanche 200.000 abitanti non è poco: la Cattedrale, la Torre Civica e Piazza Grande. Il duomo è davvero notevole, e si staglia maestoso e allo stesso tempo leggero sulla bella piazza acciottolata; è considerato uno dei migliori (se non il migliore) esempi di architettura gotica in Italia. E non c'è bisogno di essere un esperto per rendersene conto: basta un colpo d'occhio al suo candore, alle sue proprozioni perfette e sobrie, ai suoi magnifici bassorilievi opera di Wiligelmo raffiguranti le storie della Genesi, per capire che ci si trova davanti a un capolavoro. 

cattedrale modena

Tuttavia Modena non è solo arte e architettura. Gironzolando per le strade come piace fare a me, cioè senza meta e «a naso», mi sono subito resa conto di un denominatore comune della città: i portici. Modena ne è piena! Il centro, compatto e visitabile comodamente a piedi (o in bici, come fanno gli abitanti), è tutto un intrico di stradine porticate, con portici talvolta strettissimi, dove a malapena si passa in due. Le viuzze sono quasi tutte acciottolate, con due strisce parallele di granito dove i tanti ciclisti possono pedalare senza sobbalzare o rischiare di scivolare; il traffico automobilistico è praticamente inesistente, dato che in stradine così strette e tortuose è quasi impossibile guidare l'auto. Perciò – e questa è un'altra caratteristica di Modena che mi ha colpito – il centro è tranquillo, spesso con un'atmosfera ovattata e sonnacchiosa quasi da paese o da cittadina di provincia, ma anche con un che di misterioso e suggestivo, quasi metafisico. 

portici modena

La Via Emilia (sì, proprio la via romana), la Piazza Grande e alcune strade nei pressi sono ricche di caffè e locali con dehors, e quindi sono vivaci, ma mi bastava svoltare in una viuzza per trovarmi in luoghi dove si sentiva solo il rumore dei miei passi che riecheggiava sotto i portici. Poi, inaspettatamente, ecco che si apriva davanti a me una piazzetta misteriosa, con l'aria un po' fané, quieta e silenziosa, bellissima, come ad esempio la Piazza della Pomposa: ci ho lasciato il cuore, in quella piazza acciottolata con le case color pastello e i glicini che si arrampicano su per i terrazzi. 

pomposa modena

pomposa modena

Ma poi, dopo il tramonto, questi stessi luoghi solitari a volte si rianimano all'improvviso: sulla Pomposa, di sera, sembra che appaiano come per magia locali che di giorno non esistono, e allora tutto diventa colorato, allegro e accogliente, pieno di gente che si gode un aperitivo o una crescentina ai tavoli all'aperto sotto file di lucine. 

dehors modena

Un luogo che mi è piaciuto moltissimo di Modena è il Mercato Albinelli (qui sito Web), il mercato coperto risalente agli anni Trenta del secolo scorso. E' un tripudio di colori, con frutta e verdura, bottiglie di vino, formaggi e salumi (siamo in Emilia!), pane e dolci, e gli immancabili tortellini e simili. Questo mercato è molto frequentato dalla gente del posto, che ci va a fare la spesa di mattina. Anche perché – altra cosa di Modena che mi ha colpito – in centro non c'è neanche un supermercato (o, se c'è, è ben nascosto!), quindi gli alimentari si comprano al mercato o nelle tante, bellissime botteghe dove sembra che il tempo si sia fermato, con gli scaffali pieni di meraviglie non solo per il palato, ma anche per gli occhi. 

mercato albinelli modena

mercato albinelli modena

mercato coperto modena

Ho scovato una drogheria-bottiglieria, l'Antica Bottega Pedrazzi (qui pagina Facebook), in attività dai primi del secolo – e ci auguriamo che rimanga in attività ancora per molto tempo –, dove ovviamente sono dovuta entrare per forza, attratta come da una malia: appena varcata la soglia, ho subito percepito un profumo che non sentivo più da anni, perché ormai di negozi così – almeno dalle mie parti – non se ne trovano quasi più, purtroppo. 

vetrine negozi modena

Ma non pensiate che Modena sia solo negozi per nostalgici e che sia rimasta ferma a guardare il mondo che gira. In città c'è anche tutto un fermento di creatività e street art, e in certe zone, fra un austero palazzo color pastello e un angusto portico, ecco che appaiono incongrui ed enigmatici murales, oppure strani ed ironici «ex voto». 

street art modena

modena alternativa

modena murales
 
E accanto alle vecchie bottegucce, ci sono piccoli atelier, negozietti particolari e laboratori indipendenti dove si creano e vendono articoli unici e speciali, che non troverete altrove. Certo, non mancano i soliti negozi d'abbigliamento di catena, ma per fortuna non sono molti e si concentrano in Via Emilia, la strada del passeggio. Per il resto, direi che l'omologazione dei costumi e dei consumi ha toccato poco la bella Modena. 

E che dire, poi, della cucina? Qui si apre un altro capitolo, e quindi vi parlerò dei locali dove mangiare in un altro post, che sennò si fa ancora più lunga di quanto già non sia... 

modena viuzze

Insomma: se volete visitare una cittadina ben tenuta, tranquilla (perfetta se avete bambini), con bei monumenti, un centro vivace (di sera non vi annoierete), dove si mangia bene senza spendere troppo e la gente è sempre gentile e cordiale, Modena fa al caso vostro. 

P.S. E non dimentichiamo che questa è la città che ha dato in natali niente meno che a Pavarotti, cui ha dedicato questa esuberante statua, accanto al teatro comunale.

pavarotti modena

28 settembre 2020

Dove dormire a Modena: bed & breakfast «Del Viale»

Ciao, carissimi lettori! Per la rubrica Provati per voi, oggi vi voglio parlare del bed & breakfast in cui ho pernottato durante la mia mini-vacanza a Modena. Quest'anno, come molti italiani, anche io e il Pupo abbiamo deciso di non andare troppo lontano; inoltre, dato che la fiera Modena Play, cui doveva partecipare il Pupo come editore, è «saltata» causa Covid, ci siamo ritrovati con una prenotazione fatta prima dell'epidemia, e così abbiamo deciso di trasformare tre giorni di mancato lavoro in tre giorni di visita alla città. Di Modena vi parlerò poi in un altro post; per ora vi basti sapere che, se vi capita, merita davvero, non solo per i suoi tre siti patrimiono dell'umanità Unesco, ma proprio perché è carina in sé.

Il bed & breakfast dove abbiamo soggiornato si trova in una palazzina graziosa, vicinissimo al magnifico Duomo: Google Maps dà 12 minuti, ma ne bastano anche 10, ed è pure una gradevole passeggiata lungo vie tranquille e alberate.

La struttura consta di tre camere, di cui due con bagno in comune, perfette per le famiglie o i gruppi di amici, e l'altra con bagno privato. C'è anche una cucina a disposizione degli ospiti. Purtroppo, date le restrizioni sanitarie, la colazione consisteva in brioche, biscotti, fette biscottate, marmellatine e plumcake preconfezionati, ma comunque non mancava nulla: bollitore per tè e tisane, macchina per il caffè in cialde, latte, succhi di frutta. E poi, basta chiedere: la proprietarie è gentile e disponibile. La nostra camera era la «Cannella», quella col bagno privato. E' composta dalla camera con letto matrimoniale più un divano che può diventare terzo letto e un tavolo con sedie (dove in questo periodo si consuma la colazione), un antibagno con spazioso guardaroba e specchio a figura intera, e un bagno con box doccia. Vi allego qualche foto, così vi fate un'idea.

Foto dal sito della struttura

Foto dal sito della struttura

Foto dal sito della struttura

Tutto era in ordine e funzionale. Ho trovato particolarmente utili il divano, perché dopo una giornata di visite, fa piacere spaparanzarsi un'oretta in camera prima di uscire per cena. E molto utile anche il tavolo con sedie, magari per scrivere il diario di viaggio... C'era anche l'aria condizionata, e meno male, perché nei giorni in cui siamo stati a Modena ha fatto veramente caldo! Unico neo, la strada dove si trova la palazzina, anche se è carina, sicura e alberata, è un po' trafficata, perciò, se come noi siete abituati al più totale silenzio, magari di notte potreste avere qualche problema a prendere sonno; comunque, dopo la mezzanotte tutto è tranquillo.

bed and breakfast

pernottamento

Insomma: considerati il prezzo conveniente, la camera e la posizione, mi sento di consigliare senz'altro questa struttura per una breve visita alla città. 

Chissà se vi ho dato un'idea per una vacanzina? 

A presto, cari lettori! 

Bed & breakfast «Del Viale»
Viale Jacopo Barozzi, 294 – Modena
www.bebdelviale.it

16 settembre 2020

Recensione libro: Una passeggiata nei boschi, di Bill Bryson

Ho letto questo libro dopo aver visto il film che ne ha tratto il regista Ken Kwapis: A spasso nel bosco, con Robert Redford e Nick Nolte, del 2015. Lo scrittore è Bill Bryson, giornalista e noto autore di libri di viaggio. Ne ha scritti un bel po', e dato che mi sono piaciuti molto l'ironia e gli interessanti aneddoti, penso che leggerò qualche altro suo titolo, come Una città o l'altra. Viaggi in Europa o Notizie da un'isoletta. Ma veniamo a questo Una passeggiata nei boschi. Uscito nel 1998, è il racconto autobiografico del trekking intrapreso da Bryson sul famoso (e famigerato) Appalachian Trail, in compagnia del suo vecchio amico Katz. I due, «diversamente giovani» e non particolarmente in forma, incappano in una serie di disavventure, e in incontri (con umani e animali) non sempre piacevoli. Ma questo libro non è solo un resoconto autoironico di un'impresa forse un po' troppo ambiziosa, bensì è anche una miniera di interessanti informazioni e aneddoti sui luoghi che s'incontrano durante questo impegnativo trail. Per esempio, la città fantasma (o quasi: ha ben sette intrepidi abitanti) di Centralia, in Pennsylvania, edificata sopra un immenso giacimento di antracite: nel 1962 a Centralia scoppiò un incendio che arde tuttora nel sottosuolo, causando voragini nelle strade, temperature torride, aria satura di anidride carbonica e vapori che fuoriescono dalla terra. Molto interessanti sono anche le riflessioni dell'autore sulla questione ambientalista e sullo strano rapporto fra natura selvaggia e antropizzazione estrema degli Stati Uniti, così come illuminanti (e a tratti un po' deprimenti) sono le critiche mosse all'organismo che gestisce il sentiero, il National Park Service, che a quanto pare non brilla proprio per efficienza: evidentemente, tutto il mondo è paese... L'Appalachian Trail è un percorso escursionistico di circa 3500 km, anche se non se ne conosce l'esatta lunghezza, dato che questa varia man mano che cambiano o si aggiungono delle piste. Comunque, per percorrerlo tutto ci vogliono dai cinque ai sette mesi di marcia (ammesso che ci si riesca), dalla Georgia al Maine, attraverso ben quattordici stati, lungo un interminabile paesaggio fatto di boschi e montagne selvagge. Molto selvagge... Riusciranno dunque i nostri eroi a completarlo? E come ne usciranno? Se volete scoprirlo, vi consiglio di leggere questo bel libro. O almeno di vedere il film. Meglio ancora: tutt'e due! 

Una passeggiata nei boschi
di Bill Bryson, Ugo Guanda Editore, 2000 (orig. 1998), 310 pagine

05 settembre 2020

Passeggiata in montagna: il giro del lago di Ceresole Reale

Ceresole Reale

E' passato di nuovo tanto tempo dall'ultimo post, e combinazione anche quello riguardava una passeggiata nella natura. In questo periodo, poi, dopo la quarantena forzata, viene proprio voglia di stare all'aperto per respirare dell'aria pulita e fare movimento. Un po' per scelta e un po' per necessità, quest'anno io e il Pupo abbiamo deciso di non fare una lunga vacanza lontano da casa, bensì varie mini-vacanzine e gite di prossimità, soprattutto nella nostra bella regione, il Piemonte. Così ieri siamo andati a Ceresole Reale, in provincia di Torino, a respirare aria di montagna, fresca e pulita. 

Ceresole Reale

A Ceresole c'è un lago artificiale intorno al quale si può fare una gradevole passeggiata lunga 7,6 chilometri, tutta in piano e semplicissima, in parte su sterrato e in parte su asfalto. Vi si accede dal paese o poco più avanti, dal rifugio Massimo Mila, dove si trova un comodo parcheggio con bagni pubblici, anche per portatori di handicap; fra l'altro, il giro del lago si può fare anche con passeggino o in sedia a rotelle. 

Ceresole Reale
 

Si può percorrere in senso orario o antiorario, come si preferisce; noi abbiamo optato per il senso orario, in modo da camminare per la prima metà al sole (di mattina). Poco dopo l'inizio dell'anello, andando in senso orario, si passa sotto il paese e vicino a un'area picnic; superata la diga, la seconda metà del periplo è quasi tutta in ombra; da lì si diramano vari sentieri che s'inerpicano su per la montagna boscosa. In un'ora e tre quarti di camminata abbiamo finito il giro. 

Ceresole Reale
 

Avevamo intenzione di mangiare al rifugio Mila, ma i gestori ci hanno detto in modo spiccio che fino all'una e mezza non servivano il pranzo; devo ammettere che mi sarei aspettata un po' più di sollecitudine da parte loro, tipo dirci «se volete però vi possiamo preparare un panino»; invece ci hanno solo detto che bisognava prenotare per mangiare. Così siamo andati in paese, dove abbiamo trovato un risorantino pizzeria con dehors: la Lanterna del Duca. Abbiamo mangiato un'ottima polenta, io concia e il Pupo con i funghi (una porzione di polenta per 7 euro). Il servizio è decisamente spartano: fai l'ordinazione, ti siedi dove vuoi e quando chiamano il tuo numero vai a ritirare il pasto servito in vaschette di alluminio tipo Cuki con posate e bicchieri di plastica (non molto eco-friendly...). E la vista non è propriamente idilliaca: un campeggio squallido e maltenuto. Ma c'è poco da fare: Ceresole, per quanto carino, non è in Trentino-Alto Adige, quindi non aspettatevi fiori alle finestre, graziosi centrotavola, decorazioni in legno, cuscinetti rivestiti di belle stoffe, cura e pulizia. Tutto è tenuto non troppo bene, e per arrivare a Ceresole si passa per località davvero bruttine e raffazzonate; ma almeno il contesto naturale è bello e, se abitate vicino, una passeggiata intorno al lago, coronata da una buona polenta, è un modo piacevole per passare la giornata.

Ceresole Reale




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