mercoledì 13 aprile 2011

«Io sono il tenebroso»

[...]
– Graziosa, questa tovaglietta, – disse Louis.
– See.
– Fatta a mano, si direbbe.
– L'ha fatta mia madre, – grugnì il Cesoia agitando il coltello. – Bisogna averne cura, molta cura. È un salva-figli.
– Un salva-figli?
– Sei sordo? Mia madre ne ha fatta una per tutti i suoi figli. Ogni domenica bisogna lavarla e farla asciugare per bene, se vuoi che ti protegga. Perché se lavi la tovaglietta ogni domenica, diceva lei, mia madre, ti tocca sapere che giorno è; e per saperlo non puoi alzare troppo il gomito. E per lavarla ti tocca alzarti. E ti tocca avere l'acqua calda e il sapone. E per avere l'acqua devi avere un tetto. E il tetto, tocca pagarlo. Il che vuol dire che solo per conservare pulita la tovaglietta dovrai rimboccarti le maniche, altro che stare con le mani in mano a bere bianchetti tutti i santi giorni, diceva lei, mia madre. È per questo che è un salva-figli. Mia madre, – aggiunse il Cesoia battendosi la fronte con il manico del coltello, – mia madre prevedeva tutto.
[...]
(tratto da F. Vargas, Io sono il tenebroso, 1997)

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